La storia
20/06/2013
La storia

Il nome della località fu dato sicuramente dagli antichi Liguri, come tutti i nomi che terminano in “asco” o “asca”. Il più antico documento in cui compare il nome di Isasca è un testamento del 1247 con cui Guglielmo di Venasca legò all’abbazia di Staffarla il diritto di far legna al di là del Varaita, nella terra di Isasca fino a San Bartolomeo. La signoria di Venasca durò fino al 1352; nel 1400 Isasca compare per la prima volta come comunità a se stante. Gli statuti risalgono al 1563. Dopo l’invasione dei Savoia nel marchesato di Saluzzo, il duca Carlo Emanuele I, nel 1617 infeudò Isasca a Ludovico Della Chiesa consignore di Costigliole e Cervignasco, esponente di un nobile ed illustre famiglia saluzzese per il prezzo di 2300 ducatoni. I Della Chiesa divennero conti di Isasca e mantennero questo sino al 1948, solo pochi anni prima il comune continuava a dover pagare loro circa 100lire l’anno per alcuni diritti signorili. Nel 1928 Isasca venne unito a Venasca per esserne poi nuovamente separato dopo la fine della seconda guerra mondiale. Come molti altri comuni montani Isasca ha visto purtroppo l’abbandono delle sue ruà: ormai vi sono rimasti meno di un centinaio di residenti e si tratta inoltre di persone anziane. Lo sfruttamento dei boschi resta tuttora l’attività principale degli abitanti. Ancora oggi una delle attività prevalenti rimane legata alla produzione di legname, affiancata dalla raccolta dei funghi che vengono poi messi in vendita a Venasca e nei principali mercati della pianura. I castagneti, molto diffusi sul territorio, offrono poi una particolare varietà rispetto di castagne che hanno il pregio di una migliore conservabilità rispetto ad altre. Ancora vivo è il ricordo delle numerose carbonaie della zona: nel 1800, secondo il vice intendente Giovanni Eandi, nella sua opera Statistica della Provincia di Saluzzo, venivano inviati ogni anno a Saluzzo ben duemila rubbi di carbone di faggio. Il paese ha mantenuto la sua genuinità ed i ritmi lenti di un tempo, senza dimenticare però le feste tradizionali, come quella di San Chiaffredo, patrono del paese. I sentieri di collegamento tra le numerose borgate permettono distensive passeggiate o escursioni in mountain bike.